Liszt e Grottammare

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Grottammare- Un rapporto speciale con la città rivierasca

L’ACCADEMY Liszt Music Art che promuove la musica di Liszt mediante il concorso internazionale, pone al centro dell’attenzione il personaggio Liszt rivoluzionario della tecnica pianistica, virtuoso nell’esecuzione e inventore del concerto a programma, l’Academy non si ferma alla musica al genio Liszt ,dice Alceste Auber international project manager,ma cerca di comprenderne a pieno l’uomo : la sua vita la sua psicologia le sue emozioni le sue amicizie anche il suo modo di mangiare.

Liszt è girovago per l’Europa ed è venuto a contatto con diversi stili di vita e di grandi intellighenzie, dai russi ai francesi dagli svizzeri agli italiani ovviamente lo stile di vita che attrae Liszt , amante dei piccoli centri come Grottammare, Bellaggio, Assisi Loreto Cascia Tivoli San Rossore (Pisa) a differenza delle grandi metropoli dell’ottocento che distraggono molto dalla vita reale, propone però grandi incontri e possibilità di lavoro, Liszt vive dodici anni a Parigi e venti anni in Italia tra Roma Tivoli e piccoli centri, E’ da ricordare la splendida cittadina di Bellagio nella quale sono nati due dei suoi tre figli. Poi Venezia, Napoli, Firenze e altro.

A Grottammare” approda” tra luglio e agosto del 1868, avendo accettato l’invito insistente del suo amico e padre spirituale Abate Antonio Solfanelli, nipote di donna Maria Mascioli moglie del conte Fenili loro ospiti.

Liszt rimane colpito dall’ amenità del luogo, della semplicità dei cittadini, seppur esistendo sul posto molte attività industriali quali: fabbrica di potassio, laboratorio fuochi di artificio , fabbrica fiammiferi di legno, filanda a vapore, allevamenti di bachi da seta, fabbriche di gesso, di botti di abete e larici, raffineria di zucchero, produzione di acqua di arancio, raffineria di petrolio, magazzini di tabacco e soprattutto dalla cucina. Infatti in una lettera agli amici scrive: qui veramente ho trovato il paradiso! La cucina è ottima e abbondante dai sapori sconosciuti nel resto d’Europa.

La cucina di Grottammare era caratterizzata da primi piatti, come il famoso il riso incerato, che consiste nel riso cotto con la farina bianca, si condiva con sugo semplice al pomodoro, formaggio locale fatto dai contadini che lo essiccava fino a raggiungere una considerevole durezza, il cui profumo stordiva. Si condiva anche con il ragù di carne e di pesce misto. Altro piatto tipico una minestra di tagliatelle con i fagioli e la pancetta di maiale. La pasta fatta in casa, gli gnocchi e i vari sughi. Tipica la polenta ripiena, con sugo con stoccafisso o trigliette, o con ragù di coda di rospo (pescatrice); oppure ripiena con salsiccia fresca. La pasta così pure gli gnocchi di patate venivano fatti a mano in casa come pasta fatta tagliata a grossi tocchi paragonati oggi ai maltagliati condita con il ragù di carne e pesce. Lo sgombro arrostito con alloro, le triglie al prosciutto oltre al brodetto grottammarese con più pesci senza spine. Le carni: la porchetta con l’arancio, spezzatino di pollo e peperoni e melanzane, coniglio ripieno, con tutte le verdure locali degli orti delle case, e le verdure dorate e passate nella besciamella anche queste fatte in casa: Il pane era cotto nel forno a legna di Caterina sito nel Paese alto esistente dalla fine dell’800, la quale aveva “inventato” il famoso “caccia annanze” cioè una pizza che indica se il pane è cotto:

Il pesce azzurro fatto in diversi modi alici marinati sia con carote e pezzettini di pomodori con prezzemolo aglio e limone. I pesci fritti con gamberi e calamari e pesci con spine del mare Adriatico, riportato dalle barche che rientravano in porto a San Benedetto del Tronto.

Liszt vedeva rientrare le barche ed esprime un commovente e stupendo pensiero sui pescatori:

“….dalle colline dorate si scorge la spiaggia di San Benedetto del Tronto cittadina di pescatori…stupende barche da pesca che solcavano il mare adriatico barche con le vele dipinte con soggetti religiosi o con antichi emblemi, esse vanno cullate dalle onde di un mare sempre vivo sempre nuovo , sembra che il murmure delle acque costituisca una lene musica…”

Liszt è affascinato da questo mare di mezzo, mare di grandi scorrerie, migrazione e di conquiste, dai siculi ai miceni…. E’ affascinato inequivocabilmente dal nostro Piceno della sua rigogliosa campagna e delle verdeggianti colline che digradano verso il mare .

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