Virone Aubert: Alceste Aubert ricorda l’assegnazione della medaglia d’argento al valore

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Ascoli Piceno- L’episodio risale al 1879

Alceste Aubert ricorda il discorso pronunciato dal prof.Giovanni Spalazzi in Ascoli Piceno il di dello Statuto dell’anno 1880, giorno in cui fu assegnata ad Aubert Virrone la medaglia d’argento al valore.

In questo giorno che ricorda la più benefica conquista ottenuta dagli italiani e un atto magnanimo di un Monarca , Stirpe di Eroi, è grande, è bello il compiere, notificandola al Popolo, una Regia Ordinanza che assegna un premio ad un giovane popolano e che dimostra quanta gran parte abbiano i sentimenti del cuore e la benevolenza verso i figli del Popolo nelle gravi cure del Venerato Capo dello Stato.

La Maestà di Umberto I , con Reale Decreto / marzo 1880 si degnava conferire a Virrone Aubert, la medaglia d’argento al valore civile per una singola prova di coraggio , che restituita ad un padre, e ad una madre, tre figli che rimarrà esempio d’animo coraggioso e valente: ascoltate!

“Verso le ore 3 pomeridiane del giorno 23 giugno 1879 tre figli del medico Sig.Leopoldo Ambrosi, diciassettenne il primo, tredicenne il secondo e appena di nove anni il terzo, si bagnavano nel fiume Castellano, a 70 metri al di sopra di quella grandiosa chiusa che, ad incremento delle cittadine industrie, vi aveva, poco tempo innanzi, edificato un munificente e benemerito Patrizio Ascolano.

Ad un tratto il fanciullo di 9 anni, incauto si avanza verso il mezzo ove le risultanze della velocità di quelle acque che precipitano da alto pendio, si condensa in vertiginosa corrente che lo investe, lo abbatte, e rapida lo travolge nelle sue onde. Un grido disperato del fanciullo avverte i maggiori germani che in quel momento, trafitti nel più vivo dell’anima non guardano al pericolo, e si danno a tutta lena per raggiungere e riafferrare il perduto giovanetto.

Ma anch’essi appena toccano quel punto centrale di velocità non possono resistere all’impeto delle onde che li sommerge e voltano li mena colla sua rapina entrambi … Ah! Pochi istanti ancora, e giungeranno sull’orlo della chiusa, e cadranno da quel precipizio … e la morte è inevitabile …

Ebbene, ecco qui presente, o Ascolani, ecco illustre egregio signor Prefetto, il giovane Aubert Virrone, che mentre altri spettatori sporgono da ambe le sponde inutili lamenti, si slancia senza far mostra nel fiume e lotta per tagliare a nuoto la corrente, afferra per i capelli il maggiore degli Ambrosi e lo trascina a riva. E poi in un baleno, torna a gettarsi a nuoto e dopo immense, dopo inenarrabili fatiche, può dar di piglio ad un braccio del secondo dei giovanetti ed anelante, spossato, esausto di forze, può ricondurlo al secco. Quivi si ferma un istante per riaver fiato e intende con ansia lo sguardo per iscorgere se può , il più piccino dei naufraghi, il fanciullo di 9 anni, il povero Enrichetto!..

Oh! A quest’ora egli pensa, è stato travolto al di là della chiusa, è stato indubbiamente flagellato dalla caduta … Povera madre! Povero padre!..No: rassicuratevi, la Provvidenza volle che completamente benefico riuscisse il generoso coraggio di Aubert Virrone.

Quel fanciullo era stato, non si sa come, rimorchiato da tre tronchi di faggio della fluitazione che, galleggiando, si sospingevano, per velocità preconcetta, da un urto dalla sinistra verso la destra sponda.

Ad uno di questi tronchi s’era il povero figliolo arrampicato e si teneva stretto per poter resistere finchè il braccio salvatore del maggiore dei fratelli non giungesse a salvare anche lui!

Questo fatto constatato dalle competenti Autorità, fruttò all’Aubert Virrone la bella medaglia che ora gli splende sul petto.

Questo meritato e nobile segno di onore che gli sarà stimolo al bene operare, ed auspicio di più bello avvenire.

In nome della municipalità rappresentativa, io rendo le dovute felicitazioni a Lui ed invito tutti ad unirsi con me per ringraziare salutando pubblicamente ed al cospetto dell’illustre Personaggio, che rappresenta il Governo, nel nome del Re, del degnissimo Erede, Vittorio Emanuele, che seguita ad offrire al mondo attonito, il luminoso esempio di tutte le virtù, del grande liberatore d’Italia.Viva il Re! (applausi di Viva il Re!)

A voi, egregi Popolani, componenti la Società Cooperativa di mutua assistenza e d’incoraggiamento al lavoro, io auguro di cuore che possiate festeggiare la ricorrenza delle vostre caritatevoli e benefiche istituzioni con nuove prove di generoso coraggio, con nuove dimostrazioni di affetto al nostro Re, con inalterabile osservanza alle libere istituzioni che vi governano”.(Applausi prolungati)

Estratto dalla “Gazzetta” di Ascoli Piceno – Anno 3 n.23-1880

Si rilascia in carta libera per uso di beneficienza.

Per copia conforme all’originale che si conserva in questa Biblioteca Comunale

Ascoli Piceno-12 dicembre 1935 Il bibliotecario:F.to Avv. Mariotti

 

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