Giulianova- verrà distribuito in allegato a tre testate giornalistiche

La tragica fine di un internato militare teramano in un lager nazista raccontata nel libro “Dispersi in guerra” di Silvia Pascale e Orlando Materassi.

Il volume è uscito  nelle librerie il 24 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio), e verrà distribuito in allegato a tre testate giornalistiche nazionali (Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno). Nel libro (Casa editrice Editoriale Programma di Treviso), grazie alla collaborazione dei giornalisti giuliesi Gabriella Persiani e Walter De Berardinis (entrambi nipoti di Internati), viene pubblicata la storia di Dario Cosmi, unico abruzzese citato nel volume. L’importante scoperta era stata fatta dalla ricercatrice storica, prof.ssa Silvia Pascale, che aveva subito comunicato ai colleghi di Giulianova Walter De Berardinis e Gabriella Persiani di attivarsi per rintracciare documenti e la famiglia del soldato. Grazie alla collaborazione della famiglia di Dario Cosmi di Teramo, De Berardinis ha fatto inoltrare la domanda per l’attribuzione della Medaglia d’Onore per il riconoscimento come internato nei lager nazisti (IMI) con la collaborazione istituzionale del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e della vicesindaca Stefania Di Padova che hanno consentito di visionare ulteriori documenti storici del Comune.

Il soldato Dario Cosmi, classe 1923, nativo di Teramo, il 5 maggio 1943 era partito da Barletta, dopo l’addestramento a Roma, con l’8° Reggimento Genio per aggregarsi al deposito misto Truppe Regio Esercito dell’Egeo e stabilirsi sull’isola di Rodi con la 91° Compagnia Artieri (Genio). All’indomani dell’8 settembre 1943 e la conseguente resa all’ex alleato tedesco, verrà catturato e deportato in Germania. Il 18 marzo 1945 nel centro di sterminio per l’eliminazione delle vite indegne di essere vissute (aktion t4) di Hadamar, sarà dichiarato morto per malattia, ma in realtà era stato usato come cavia per gli esperimenti dei nazisti.

“Alle già troppe vittime accertate della Seconda guerra mondiale – commenta lo storico e giornalista Walter De Berardinis – si aggiungono le migliaia di soldati sconosciuti e dispersi, tuttora sepolti in luoghi ignoti in territorio straniero o italiano. Per ognuna di queste spoglie senza nome c’è almeno una persona, ma molto più spesso una famiglia che per molto tempo ha aspettato invano il ritorno del proprio caro e a un certo punto, in seguito, ne ha dovuto accettare la perdita senza conoscerne realmente il destino. Alcune di queste famiglie, come i Cosmi di Teramo, non hanno mai smesso di cercare la verità. Al loro fianco ci sono le associazioni, gli enti e i ricercatori che credono fermamente nella necessità di fare memoria pubblica: il singolo dramma familiare si unisce quindi alla ricostruzione della vicenda storica, confluendo nella narrazione collettiva”.

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