Ascoli P.- un quarto di secolo come volontario per lo psicologo ascolano, fondatore e presidente della SIPEM SOS Marche
25 anni al servizio degli altri come volontario.
È il traguardo raggiunto dal dott. Roberto Ferri, psicologo, 64 anni, fondatore e presidente della SIPEM SOS Marche ed attualmente anche presidente nazionale della SIPEM SOS federazione e membro del comitato nazionale del volontariato presso il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.
In questo quarto di secolo il dott. Ferri ha partecipato a diverse emergenze: 4 sismi ( Umbria-Marache, Aquila, Emilia Romagna, Centro Italia), 2 alluvioni , la tragedia dellla Discoteca di Corinaldo.
25 anni di volontariato…. Come “nasce” Roberto Ferri volontario?
“Gli anni 1997-1998 erano anni nei quali la comunità scientifica degli psicologi iniziò ad interrogarsi sulla necessità di intervenire tempestivamente per aiutare le comunità vittime di eventi catastrofici a superare ed elaborare il trauma psicologico determinato dall’essere colpite da un evento imprevedibile che sconvolge la vita e la quotidianità delle stesse.
Dal dibattito che ne seguì, scaturì in me un interesse a dare un contributo come “psicologo volontario” e l’occasione mi fu fornita nel 1998, attraverso l’associazione di volontariato Federprociv all’epoca presieduta dal Dott. Tomassini, che mi consentì di recarmi presso il campo allestito a Colfiorito in occasione del terremoto Umbria – Marche.
L’esperienza fatta a Colfiorito mi ha portato tra l’altro a comprendere come anche i soccorritori vivessero momenti di forte stress emotivo e avessero bisogno di una formazione che li mettesse a contatto con le loro emozioni ed apprendessero anche loro a condividerle all’interno dell’associazione di appartenenza. Da lì, dopo aver fatto anche io un percorso di formazione specifica in psicologia dell’emergenza, ho iniziato ad organizzare corsi di formazione rivolti ai soccorritori.
Con quali associazioni hai collaborato in questi anni?
In questi anni, facendo parte del sistema di protezione civile che è molto complesso ed al quale afferiscono molti Enti, Istituzioni ed Associazioni abbiamo avuto modo di collaborare con numerose associazioni di volontariato con le quali abbiamo scambiato reciproci conoscenze, utili per comprendere pienamente il sistema, abbiamo avuto modo di collaborare con la Prefettura di Ascoli Piceno con la quale abbiamo stipulato un protocollo d’intesa per intervenire nei casi di ricerca di persone scomparse, con il servizio sanitario regionale, soprattutto in occasione dell’emergenza COVID e dell’alluvione del 2022 ed anche con il Dipartimento regionale della protezione civile con la quale abbiamo fatto esercitazioni presso il porto e l’aeroporto regionale per testare i rispettivi piani di sicurezza ed anche con alcuni istituti scolastici.
Quali sono gli eventi che ti sono rimasti maggiormente scolpiti nella memoria?
Sicuramente l’evento che ho maggiormente scolpito nella memoria è stato il terremoto del Centro Italia, sia perché in qualche modo sono stato vittima primaria dell’evento che ha colpito un territorio a me molto vicino e molto caro, sia perché dal punto di vista della organizzazione del nostro specifico intervento è stato tutto molto complicato per la durata dell’evento che ci ha visti attivati per quasi un anno, per la sua intensità e la vastità del territorio colpito. Emotivamente è stato molto impattante l’accoglienza ai familiari delle vittime che sono giunte a Pescara del Tronto e che abbiamo seguito nelle prime ore drammatiche durante il riconoscimento delle salme.
Quali progetti per il futuro?
Sono proprio queste ultime considerazioni che ci devono far capire che i progetti per il futuro, dove sicuramente la psicologia dell’emergenza può dare un contributo importante, consistono nella formazione, nella psico-educazione, capaci, insieme, di facilitare un cambiamento culturale, un diverso approccio nell’affrontare le emergenze, dove il cittadino diventa soggetto attivo e parte integrante delle azioni di soccorso; un cambiamento, una formazione che deve consentire di reagire nel modo giusto mettendo in campo comportamenti corretti per evitare di trovarsi in situazioni pericolose.
