San Benedetto del T.- Il presidente della Federazione Italiana Salvamento Acquatico fa il bilancio dell’estate 2022

Sono stati tanti, ancora troppi, gli incidenti acquatici sull’intero litorale italiano, che hanno costellato l’estate 2022. A fare il bilancio è il  Presidente della FISA- Federazione Italiana Salvamento Acquatico Raffaele Perrotta, forte della sua esperienza e da sempre in prima linea nella formazione professionale di soccorritori acquatici. Perrotta è sempre piú convinto che il soccorso e salvataggio della vita in mare sia il risultato di un insieme di fattori che dai preposti dovrebbero essere studiati come un vero e proprio risk assessment.
“ Gli annegamenti in età pediatrica- afferma Raffaele Perrotta-  avvengono soprattutto per la mancanza di sorveglianza da parte dei genitori. I bambini proprio per la loro imprevedibilità devono essere sempre controllati soprattutto in un ambiente di teorico rilassamento dove gli stessi genitori abbassano, senza rendersene conto, lo stato di allerta e la percezione del pericolo. In pochi secondi una situazione apparentemente tranquilla può mutare e trasformarsi in tragedia.
In età adulta, invece, c’è una sottovalutazione delle condizioni ambientali, una sopravvalutazione delle proprie capacità e una mancata percezione del pericolo”.
Perrotta evidenzia il ruolo dell’assistente bagnanti.
“ E’ una figura fondamentale- continua-  per garantire la sicurezza dei bagnanti che non deve essere nè sfruttato nè lasciata sola. A tal proposito da sempre come FISA sto portando avanti una battaglia per il loro riconoscimento come figura professionale e per una formazione altamente specializzata. La salita per la professionalità non prende ascensori. E’ importante addestrare inoltre gli assistenti bagnanti ai tipi di scenari in cui opereranno, concentrando l’addestramento in mare anche formato differenziando gli scenari tecnici-operavi senza trascurare gli aggiornamenti, le verifiche del loro stato fisico e il livello di allenamento tutti elementi fondamentali  per non diventare essi stessi i pericolanti. Sarebbe auspicabile inoltre che, nell’espletamento del servizio di salvataggio, rimanessero annualmente legati alla propria zona di lavoro laddove possibile, così da diventare esperti dell’area ed ottimizzare ancor più le azioni preventive.
Da non sottovalutare anche l’aspetto dei metri lineari di battigia sui quali l’assistente bagnanti deve vigilare. Si è arrivati a 150  metri in alcuni Comuni, e ciò rappresenta la criticità principale oggettiva a discapito della sicurezza. Infine, sia per l’incolumità loro che del bagnante le verifiche e il controllo delle vere capacità dell’assistente bagnanti devono essere effettuate ricordando il fine ultimo a cui sono destinati e il livello di estrema pericolosità”.
Il Presidente FISA parla infine dell’importanza dell’acquaticità e del progetto Baby Rescue
“ In generale esiste una scarsa abilità al nuoto e al salvamento che dovrebbero diventare materie scolastiche ed essere insegnate già da piccoli. La FISA con il progetto Baby RESCUE cresce i bambini in una consapevolezza del mare e dei suoi pericoli che li porterà ad essere grandi soccorritori”.

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