San Benedetto del T.- L’analisi della psicoterapeuta e criminologa Antonella Baiocchi
L’omicidio avvenuto a Civitanova Marche non è soltanto un fatto di cronaca: è uno squarcio che ci costringe, ancora una volta, a guardare la violenza senza le lenti deformanti dell’ideologia. Un uomo perde la vita, una donna viene indagata. E il copione mediatico si inceppa, perché la realtà — quella che accade nelle case, nelle relazioni, nelle fragilità quotidiane — non sempre coincide con la narrazione dominante. È in questo spazio che si inserisce l’analisi della psicoterapeuta e criminologa Antonella Baiocchi, che da oltre vent’anni lavora per riportare la violenza al suo vero centro: la persona.
“L’omicidio avvenuto a Civitanova Marche – chiosa la dott.ssa Baiocchi- dove un uomo ha perso la vita e una donna è attualmente indagata, ripropone una riflessione che, come psicoterapeuta e criminologa, porto avanti da oltre vent’anni.
Le responsabilità saranno accertate dalla magistratura e ogni valutazione sul caso specifico spetta esclusivamente agli organi inquirenti. Un dato, però, è già evidente: la violenza può avere come autore un uomo o una donna.
Eppure continuiamo ad affrontare questo fenomeno con una lettura parziale, che lascia nell’ombra molte vittime e rischia di compromettere la stessa efficacia delle politiche di prevenzione.
La violenza non appartiene a un sesso. Appartiene alla persona.
Purtroppo il condizionamento culturale del politicamente corretto continua a concentrare l’attenzione quasi esclusivamente sulla violenza maschile, mentre manca ancora una rilevazione realmente paritaria della violenza agita anche dalle donne.
In attesa che le istituzioni colmino questa lacuna, rappresenta un importante punto di riferimento il monitoraggio dei fatti di cronaca svolto dall’Osservatorio Statistico di La Fionda, che raccoglie sistematicamente gli episodi di violenza commessi da donne riportati dai media.
I dati raccolti dal 1° gennaio al 2 luglio 2026 evidenziano:
| Fenomeno monitorato | Casi censiti |
| Violenze contro uomini | 206 |
| Violenze su minori e anziani | 214 |
| False accuse e denunce strumentali | 403 |
Tra i 206 episodi di violenza contro uomini, il monitoraggio censisce circa 25 omicidi, 54 lesioni, 47 casi di stalking, 21 maltrattamenti, 21 estorsioni, 19 minacce e 14 tentati omicidi, oltre ad altri reati meno frequenti.
Si tratta di dati ricavati dal monitoraggio delle notizie di cronaca che, come precisato dagli stessi curatori dell’Osservatorio, non pretendono di rappresentare l’intera dimensione del fenomeno, ma costituiscono comunque un’importante fonte di osservazione di una realtà ancora poco conosciuta.
Ogni giorno il dibattito pubblico parla quasi esclusivamente di violenza maschile, mentre centinaia di episodi di violenza agita da donne continuano a rimanere sostanzialmente sconosciuti all’opinione pubblica.
A pagarne il prezzo sono soprattutto i soggetti più vulnerabili: minori, uomini vittime di maltrattamenti, anziani, persone fragili e perfino le stesse donne autrici di violenza, per le quali il sistema continua a prevedere strumenti insufficienti.
Per questo, nel 2020, con APROSIR Antiviolenza ODV, presieduta da Adamo De Amicis, e con la responsabile del call center Mara Vena, abbiamo dato vita al CAV Oltre il Genere, uno dei primi centri italiani dedicati all’accoglienza delle vittime di violenza invisibili: uomini, padri e persone omosessuali.
Dal 2023 abbiamo inoltre attivato percorsi clinici rivolti anche alle donne autrici di violenza domestica, colmando un vuoto ancora presente nel sistema nazionale. Mentre il legislatore ha disciplinato e finanziato i CUAV (Centri per Uomini Autori di Violenza), continua infatti a mancare un analogo sistema strutturato dedicato alle donne autrici di analoghi reati. Oggi riceviamo richieste da tutta Italia.
Da questa stessa visione è nato anche il Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità Oltre il Genere, fondato insieme ad alcuni dei principali rappresentanti nazionali impegnati nella promozione della vera parità tra uomo e donna e del quale sono stata chiamata ad assumere la Presidenza. Il Comitato promuove una cultura che rimetta al centro la persona, la dignità di ogni vittima e pari diritti e doveri, senza discriminazioni.
San Benedetto del Tronto può essere orgogliosa di ospitare una realtà che rappresenta un autentico fiore all’occhiello nel panorama nazionale.
Il mio appello è semplice: se vogliamo davvero prevenire la violenza dobbiamo avere il coraggio di abbandonare letture ideologiche e guardare alla persona, non al sesso. Ogni vittima merita la stessa tutela, ogni autore di violenza deve poter accedere a percorsi di responsabilizzazione e ogni bambino ha diritto a crescere in relazioni sane.
Perché la violenza non ha sesso. Ha sempre una persona che la subisce, una persona che la agisce e, troppo spesso, dei bambini che ne pagano le conseguenze”.
