MOSCIANO SANT’ANGELO – I consiglieri di  Obiettivo Mosciano  chiedono al sindaco di fare un sopralluogo congiunto

Da 14 anni senza cine-teatro e con una serie di problemi da risolvere. Imbarazzante vicenda senza fine per Mosciano che oltre al danno rischia anche la beffa. E a farne le spese sono i cittadini di Mosciano che non hanno più un cine-teatro, luogo d’incontro e di cultura per giovani, adulti e anziani.
“A distanza di 14 anni dalla chiusura del cine-teatro Acquaviva – sostengono i consiglieri di Obiettivo Mosciano Maria Cristina Cianella, Nadia Baldini, Monica Lallone e Dylan Iezzi – si aggiunge un altro tassello all’infinito puzzle della sua vicenda. Con ordinanza della Corte di Cassazione si è stabilito che il Tribunale di Teramo dovrà decidere sia per la risoluzione della convenzione con la Cobeco Costruzioni Srl (ovvero la società che avrebbe dovuto scomputare le plusvalenze accumulate ristrutturando il cine-teatro e non lo ha fatto), sia per la riscossione della polizza assicurativa in fideiussione che la Cobeco Costruzioni aveva stipulato con la Unipol assicurazioni spa, in caso di inadempienza. Insomma, nessuna competenza di giurisdizione riconosciuta al TAR come invece la Cobeco Costruzioni sosteneva, condannata in solido con l’assicurazione a pagare le spese legali pari a 4.000,00 euro oltre oneri.
La strada, tuttavia, è ancora lunga, tortuosa ed in forse, per giungere alla parola fine. In questi 14 anni di triste vicenda resta il grido di dolore dei cittadini privati dell’unico luogo di aggregazione e cultura, qual era il cine-teatro Acquaviva, che non vedrà soluzione nell’immediato.
Così come ad oggi gli oltre 700.000 euro di plusvalenza che il privato doveva dare, laddove il cine-teatro non fosse stato ristrutturato (come non lo è stato), non sono mai entrati nelle casse cittadine. Anzi oggi come consiglieri di minoranza, per la terza volta, visto che l’emergenza Covid è cessata, chiediamo al sindaco, anche alla sua presenza, di fare un sopralluogo congiunto presso il cine-teatro.
È il minimo che si possa fare per raccontare, realmente, quelle che sono le condizioni della struttura, al di là delle carte bollate e dei tempi, purtroppo non brevi, della giustizia. Che, però, arriva sempre. Attendiamo urgentemente una risposta”.

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