Valle Castellana – Un bilancio decisamente negativo della prima parte della stagione invernale

A tu per tu con Enzo Lori, presidente del Co.Tu.Ge., il Consorzio turistico del comprensorio dei Monti Gemelli, che al termine delle feste natalizie traccia un bilancio decisamente negativo della prima parte della stagione invernale caratterizzata da temperature al di sopra della media, dalla scarsa presenza di turisti e soprattutto dall’assoluta mancanza di neve. Un colpo micidiale per il turismo invernale con gravi ripercussioni economiche anche sulla stazione sciistica di San Giacomo di Valle Castellana.
“Il cambiamento climatico di quest’anno – esordisce l’infaticabile Enzo Lori – ha prodotto guasti notevoli. La mancanza di neve ha messo kappaò la stagione proprio nel periodo più importante, ovvero quello delle feste natalizie. Un danno grave che non ha colpito soltanto gli sciatori bensì tutti gli ‘aficionados’ amanti della montagna appenninica del Centro Italia. Con i 13 gradi di temperatura giornalieri le piste sono impresentabili per la mancanza di neve. In alcune stazioni sciistiche importanti del Centro Italia – insiste Enzo Lori – hanno chiesto, per sopravvivere col turismo bianco, lo ‘stato di calamità’. Una situazione disastrosa che sta causando più danni addirittura della pandemia. Non ci voleva proprio. L’innevamento artificiale – termina il presidente del Co.Tu.Ge. Enzo Lori – non è più sufficiente a compensare la mancanza totale della neve”.
Doveva essere l’anno del rilancio dopo i danni causati dalla pandemia e invece la stagione turistica ad alta quota è di nuovo compromessa. Impianti fermi, vacanze terminate, appassionati dello sci e della montagna rassegnati o che puntano su località del nord con conseguenti, inevitabili e sensibili danni socio-economici per la nostra zona che vive soprattutto di turismo invernale. E come se non bastasse arrivano le previsioni choc dei meteorologi: niente neve almeno a breve scadenza. Non resta che trovare soluzioni adeguate per le stazioni sciistiche in crisi e scongiurare l’ennesimo colpo di grazia su un settore di vitale importanza già in sofferenza per altre cause. Sarà però determinante la collaborazione delle istituzioni regionali e nazionali che dovranno realmente dimostrare di essere vicini agli operatori turistici e a tutte le comunità montane in una fase così delicata.

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