Lapedona- ​Dalla vittoria di Grottammare alla tutela del paesaggio: la missione di Maurizio Bargiacchi

Una “sentinella di legno” che da oltre 24 anni osserva il mare dalle colline di Lapedona rischia oggi di scomparire. La struttura, simbolo di bioedilizia e regolarmente condonata, è al centro di una contesa burocratica per le distanze dalla strada provinciale. Un paradosso che interroga le istituzioni: perché un’opera integrata nel paesaggio per quasi un quarto di secolo diventa improvvisamente un ostacolo?
​Il Precedente: La Lezione di Grottammare e Italia Nostra
​Questa battaglia richiama lo storico intervento a Grottammare, dove si tentò di sostituire un antico rudere con una “groviera di cemento”. Grazie alla ferma opposizione dell’editore e ricercatore Maurizio Bargiacchi, supportato dall’autorevole azione di Italia Nostra, quel progetto fu fermato. Quella vittoria ha permesso di salvare uno scorcio dove oggi ulivi e case coloniche convivono in armonia, dimostrando che la tutela del bello è possibile.
​Resilienza, Fede e Diplomazia
​Oggi, quella stessa determinazione anima l’azione a Lapedona. Nonostante la complessa sfida contro la malattia, l’editore prosegue il suo impegno con instancabile dedizione, attingendo forza dai suoi progressi spirituali e dalla propria fede. Con estrema diplomazia, Bargiacchi ha richiesto un confronto bonario con il Presidente della Provincia. L’obiettivo è scongiurare che rigidi vincoli stradali nascondano piani per una viabilità invasiva che sacrificherebbe la natura in nome dell’asfalto.
​Un Appello alla Ragionevolezza
​La proposta è far prevalere il buonsenso. Distruggere una costruzione in legno perfettamente integrata significa ferire l’identità delle Marche. Come già dimostrato con Italia Nostra a Grottammare, difendere la bioedilizia e la storicità è l’unico modo per garantire un futuro sostenibile. La speranza è che la Provincia scelga la via della tutela, riconoscendo il valore di questa “casetta della storia”.

Lascia un commento