Per non dimenticare (non solo oggi anniversario dell’Olocausto) occorre fare buona politica e non avere paura. Denunciamo i corrotti.
Ogni giorno una festa, una celebrazione o…un richiamo alla Memoria.
Saper leggere il calendario o interpretare eventi a carattere commerciale è semplice.
La Memoria storica è un’altra cosa e non riguarda un evento anche eclatante.
Gli orrori sono tanti, come i razzismi, come le collusioni e come le tante storie che si conoscono e si ripetono.
Come pappagalli tanti ripetono sempre le stesse cose, tanto per parlare o per copiare, ma non hanno vissuto niente di tutto quello che dicono e promettono solo senza mantenere promesse.
Non hanno parola d’ onore, figuriamoci l’onore!
In questi ultimi tempi i soliti pappagalli parlano di pace e di guerra, di razzismo, di diritto, di legalità ed intanto pensano a come occupare poltrone, a come farsi eleggere per contare beni razziati in nome della pace sociale.
Le guerre sono quelle silenziose, quelle che preparano le rivoluzioni di popolo, del popolo degli affamati… di giustizia.
I potenti sono dentro le scatole, dentro i contenitori di beni altrui razziati per fare guerre, per colmare forzieri vuoti e per certi bilanci oscuri.
Per fortuna la festa per loro sarà naturale, ma crediamo siano così tossici da non poter essere che scorie da risanare.
Oggi è una delle tante giornate della Memoria e chi odia la guerra davvero sente indifferenza per quelli che credono d’esser potenti e che si alleano con il nemico e non s’accorgono che è un fratello.
Certe parole possono sembrare oscure ma i soliti noti possono bene interpretare che chi scrive può aprire tante porte in cui sono chiusi “i loro scheletri”, le loro lordure, le collusioni e certe ambiguità che sono nelle memorie di tante storie documentabili.
La verità non fa notizia, ma è una prova. E chi non ha la coscienza pulita dovrebbe avere tanta paura di nuovi razzismi e del ritorno della vera democrazia.
Basta spulciare qualche curriculum e ti rendi conto del poco merito di certi che in poco tempo raggiungono mete altissime e titoli stratosferici, mentre altri hanno titoli giusti, di merito tutta la vita e non hanno paura perché sono già a terra.
Fa più male cadere dall’alto!
In merito al tuo editoriale…
Razziare il diritto al lavoro equivale a rendere schiavi.
Noi siamo i nuovi schiavi.
Pur avendo titoli meritati, cultura etica e formazione, non siamo liberi.
Siamo in un lager a casa nostra.
Abbiate memoria contemporanea, stiamo vivendo del lager e non siamo mai stati deportati.
Alla porta dell’inferno sta scritto: “Perdete ogni speranza voi che entrate”, proprio come nel lager: il lavoro rende liberi (in quel lager lo sterminio ha fatto la storia dell’Olocausto).
Cosa è cambiato? I razzismi sono tanti e l’orrore continua…
