Giulianova- Decano dei cronisti regionali, figura di riferimento per oltre mezzo secolo nella stampa tra Roma, Teramo, la Val Vibrata e la costa adriatica

Il giornalismo abruzzese perde una delle sue firme storiche. Questa mattina, all’ospedale di Giulianova, è scomparso Serafino Di Monte, decano dei cronisti regionali, figura di riferimento per oltre mezzo secolo nella stampa tra Roma, Teramo, la Val Vibrata e la costa adriatica. Il prossimo 27 agosto avrebbe compiuto 85 anni. I funerali saranno celebrati domani, 6 agosto, alle ore 16, nella chiesa parrocchiale di Corropoli.

Di Monte ha attraversato la professione con la disciplina dei cronisti di razza, legando gran parte della sua carriera alla redazione romana de Il Tempo, dove fu redattore di punta, autore di importanti scoop e presenza stabile nel giornalismo della Capitale. In quegli anni frequentava il celebre ristorante “Da Fortunato”, in piazza del Pantheon, luogo di incontro di firme nazionali: qui conobbe Alberto Cavallari, direttore del Corriere della Sera dal 1981 al 1984, e molti protagonisti dell’informazione italiana.

Rientrato progressivamente in Abruzzo, Di Monte è diventato una colonna della cronaca teramana e vibratiana, come redattore del Tempo di Teramo e  collaborando poi con testate come Abruzzo Oggi e La Città, curando rubriche, inchieste, articoli di costume e approfondimenti culturali. Ha diretto Tele Alba, inserendosi nel vivace panorama delle emittenti locali degli anni Ottanta, e ha guidato il periodico La Voce del Vomano, continuando a collaborare con diverse testate, anche online, fino a pochi mesi fa.

La sua attività nel territorio è stata intensa: segretario generale e promotore di iniziative culturali nella Val Vibrata, tra cui il Premio Val Vibrata, animatore di delegazioni enogastronomiche legate alla cultura del peperoncino, presenza costante nelle reti civiche e associative locali. Le testate digitali, tra cui GraffitiNews, ne hanno seguito e raccontato il percorso fino agli ultimi anni.

Di Monte ha vissuto anche una significativa parentesi internazionale: inviato negli Stati Uniti, seguì le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e trascorse più volte periodi di lavoro a New York, ospite di colleghi e amici. Un tratto che conferma la sua capacità di muoversi con naturalezza tra la grande stampa e la cronaca di territorio.

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo da oltre quarant’anni, è stato premiato per la sua lunga militanza e per l’impegno costante nel raccontare la regione, soprattutto nelle pagine di nera e giudiziaria, che ha seguito con rigore e continuità per decenni. Lascia la moglie Antonietta, le amate sorelle Dina e Lella, punto di riferimento affettivo, insieme ai parenti, ai colleghi e agli amici che ne hanno accompagnato il cammino umano e professionale.

La scomparsa di Serafino Di Monte chiude una stagione del giornalismo abruzzese: quella dei cronisti che hanno attraversato il mestiere con la forza della presenza, con la capacità di ascoltare e con la volontà di restituire alla comunità un racconto fedele, diretto, umano.

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