San Benedetto del T.–  “Un’occasione persa nel nome del pensiero unico. Paradossale che chi predica l’inclusione chiuda le porte al confronto”

“Un’occasione persa sull’altare del politicamente corretto e del pensiero unico, che dimostra quanto sia facile predicare l’inclusione a parole e chiudere poi le porte al confronto reale nei fatti”. È la presa di posizione ferma e amara degli organizzatori del convegno nazionale “Riconoscere la violenza (e la capacità di amare) di uomini e donne, madri e padri, per vere pari opportunità e vera tutela dei minori”, in programma sabato 14 novembre 2026 all’Auditorium “G. Tebaldini”, dopo la presunta determina con cui il Comune di San Benedetto del Tronto avrebbe revocato il patrocinio precedentemente concesso a seguito delle contestazioni della Commissione Politiche di Genere Area Progressista.
“Non posso credere- afferma il direttore scientifico Antonella Baiocchi– che l’Amministrazione comunale abbia revocato il patrocinio sulla base di pettegolezzi, senza neanche indagare con noi sulla veridicità delle informazioni. Confido che la notizia non sia vera, soprattutto perché il nostro sindaco, Nicola Mozzoni, non si fa strumentalizzare da ideologie di parte”.
Se confermata, sarebbe un dietrofront istituzionale che suona come una resa alle pressioni ideologiche. Questo convegno non nasce per contrapporsi a qualcuno, ma con l’obiettivo di unire e non di dividere, aprendo uno spazio di dialogo sereno su temi che toccano la vita concreta delle famiglie e dei minori”.
Per gli organizzatori, impedire o delegittimare il confronto tra professionisti significa alimentare una pericolosa chiusura culturale:
“C’è un evidente paradosso in chi invoca continuamente il pluralismo e il rispetto, ma poi pretende di zittire o isolare chi propone una lettura più ampia e non allineata dei fenomeni sociali. Sostenere che la violenza debba essere riconosciuta e contrastata in ogni sua forma, che colpisca donne, uomini o bambini, non vuol dire affatto negare la gravità dei femminicidi né cancellare le conquiste sociali e culturali ottenute finora. Significa, al contrario, evitare che esistano vittime di serie A e vittime di serie B, garantendo tutela, dignità e diritto di parola a ogni persona fragile”.
“Al Tebaldini – proseguono i promotori – non porteremo slogan, ma il contributo scientifico e giuridico di magistrati, avvocati civilisti e penalisti, criminologi, psicoterapeuti e neuropsichiatri infantili. Discutere di bigenitorialità, di false accuse nei procedimenti familiari o delle criticità applicative dell’articolo 577-bis non è una provocazione, ma un esercizio di libertà di pensiero e di civiltà giuridica a difesa dello Stato di diritto, dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e del superiore interesse dei figli a crescere con entrambi i genitori”.
Nonostante le eventuali revoche del patrocinio, il convegno è regolarmente confermato per sabato 14 novembre 2026, dalle ore 9:00 alle 14:00, all’Auditorium “G. Tebaldini” (con registrazione degli avvocati alle ore 8:45 per i crediti formativi).
“Le idee e il confronto libero non si fermano togliendo un simbolo da una locandina – concludono gli organizzatori- Invitiamo la cittadinanza, gli addetti ai lavori e le stesse voci critiche a venire in sala ad ascoltare: in una democrazia matura si risponde con gli argomenti, non con le censure”.

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