Amatucci e Lucidi fuori da Fratelli d’Italia o dalla giunta?

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S.Egidio- Quelle dichiarazioni  che sanno di ultimatum. Il gruppo Centrodestra per S.Egidio interroga il sindaco. Ed a proposito dell’assemblea pubblica…   

Continua la querelle all’interno dell’amministrazione comunale di S.Egidio dopo il passaggio in Fratelli d’Italia degli assessori Annunzio Amatucci ed Alessandra Lucidi che ha creato imbarazzo e messo in difficoltà il primo cittadino.

Fratelli d’Italia aveva dato la disponibilità ad appoggiare il progetto civico di Romandini attraverso i due assessori acquisiti, rinnegando di fatto il sostegno a Sirio Talvacchia alle elezioni amministrative di maggio, disorientando numerosi elettori.

Romandini però ha chiesto ad Amatucci e Lucidi di fare un passo indietro, poiché il partito della Meloni non rientra nel suo progetto. Dichiarazioni che sanno di ultimatum…

“Cosa farà ora Romandini dopo le dichiarazioni sui media?”
E’ ciò che si chiede il gruppo consiliare Centrodestra per S. Egidio, guidato da Alessandro Forlini
“Aspettiamo di scoprire – afferma Alessandro Forlini– se si tratta ancora una volta della solita dichiarazione priva di fondamento a cui il sindaco ci ha ormai abituati in questi 8 mesi di amministrazione.
Alle esternazioni ora vedremo se seguiranno i fatti e se il sindaco non nasconderà nuovamente la testa sotto la sabbia.
La situazione è chiara: il sindaco non vuole nella sua maggioranza Fratelli d’Italia.
Dunque i due assessori Amatucci e Lucidi o lasciano il partito della Meloni, o dovranno lasciare la maggioranza, visto quanto dichiarato dal primo cittadino.
Anche l’assemblea pubblica sul malgoverno della passata amministrazione e presentazione del bilancio di previsione, programmata per fine febbraio rischia di trasformarsi nell’ennesimo proclamo o peggio in una mossa studiata per colpire cittadini ed imprese.
Sebbene dubitiamo che il primo cittadino riesca ad organizzarla considerati anche i tempi per stilare il bilancio di previsione, siamo curiosi di conoscere le argomentazioni e soprattutto se parlerà delle difficoltà diminuite dopo che è stato tolto il patto di stabilità.
Romandini, si è infatti ritrovato ad operare con il più alto lascito amministrativo pari ad 11,5 milioni di euro di cui 2 di avanzo e 7,5 milioni destinati agli investimenti già finanziati.
Dovrà spiegare ai cittadini che cosa ha fatto in 8 mesi oltre a cercare il gonfalone, cercare di accendere un computer e fare le fotocopie perché non ritrovava il cartaceo nei faldoni.
L’unico vero atto amministrativo è stato quello di dare un contributo di 22.500 euro all’associazione commercianti, senza guardare alle altre realtà del territorio che speriamo sarà oggetto di discussione. Per il resto nessun provvedimento concreto ed utile per il paese.
Il dubbio però che abbiamo è che il primo cittadino, come già sperimentato in campagna elettorale, voglia presentare una situazione catastrofica per giustificare un aumento delle imposte. Oltre questo vediamo il nulla”.

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