Civitella- Un avvistamento nato per caso, diventato in breve tempo un caso mediatico.
Sono passati due anni dalla scoperta del capriolo bianco che ha portato Civitella del Tronto sulle pagine dei giornali di mezzo mondo. A individuarlo furono due cittadini, Alfredo Malavolta e Marcello Procaccini, grazie alle loro fototrappole installate nei boschi del territorio. Un avvistamento nato per caso, diventato in breve tempo un caso mediatico.
Il capriolo, ribattezzato Bianchina, ha poi dato alla luce due cuccioli: un maschio, Brunello e una femmina, Chiarina. Oggi sono adulti, riconoscibili per un manto grigio chiaro con sfumature bianche sul collo, un tratto che richiama la particolarità genetica della madre. Il piccolo branco continua a muoversi nella stessa zona, che resta volutamente non divulgata per garantirne la sicurezza.
Accanto a Bianchina c’è il suo compagno, un esemplare dal manto marrone, che completa un nucleo familiare raro e prezioso. La presenza di un capriolo bianco è un evento eccezionale: in Abruzzo, Bianchina è l’unico caso noto. Da qui l’attenzione, ma anche la necessità di protezione, soprattutto rispetto al rischio di bracconaggio.
La vicenda ha dato a Civitella del Tronto un inatteso ritorno d’immagine. Non si tratta di un’attrazione da esibire, ma di un patrimonio naturale che racconta la qualità dell’ambiente e la cura di chi lo vive. A Malavolta e Procaccini va il merito di aver documentato con discrezione una presenza che appartiene alla comunità e che merita di essere tutelata.
Le immagini che li ritraggono – Bianchina, il compagno e i due giovani ormai cresciuti – ricordano che la natura, quando la si lascia in pace, sa ancora sorprendere.
