Porto S.Giorgio-  Ben sei, infatti, le atlete che non sono state confermate

Resta sempre vivace il mercato di Volley Angels Project, anche dal punto di vista delle partenze. Sono finora ben sei, infatti, le atlete che non sono state confermate nei quadri della prima squadra della società rossoblù, tra fine prestiti e scelte di vita, tra le quali predominano quelle universitarie che stanno condizionando anche il futuro sportivo di qualche atleta. Un altro aspetto di primaria importanza è stato anche quello che alcune ragazze sono uscite (per limiti di età, trattandosi di atlete classe 2003 e 2004) dal progetto giovanile che da sempre caratterizza la società rossoblù e quindi non rientrano più nei piani tecnici. Venendo al dettaglio spicca la partenza della palleggiatrice siciliana Gaia Gulino, dopo quattro anni di militanza in rossoblù, interrotti solo da tre mesi in serie A2 a Modica, così come quella dell’opposta Francesca Morciano e del libero Patricia Ragni (quest’ultima per ben tre anni nelle fila di Volley Angels Project) , atlete alle quali non è stato rinnovato il prestito, così come per la centrale Elisa Valentini che in rossoblù ha fatto il salto triplo dalla serie C alla B1 in sole due stagioni, mentre per due atlete di proprietà di Volley Angels Project, il libero Maria Livia Di Clemente e il centrale Carlotta Gennari, sono state le scelte universitarie (ancora non definite esattamente) a impedire il proseguimento del rapporto sportivo in rossoblù. Una fase di passaggio post-scuole superiori che determina questo momentaneo arrivederci di atlete che saranno comunque valorizzate. Anche l’opposto calabrese Ludovica Ceravolo (un 2004 il cui cartellino è stato acquisito dalla società rossoblù e che ha conseguito la maturità con un anno di anticipo, nella prossima stagione non vestirà la maglia di Volley Angels Project. Per alcune di queste atlete questo distacco potrà essere anche solo un arrivederci, in considerazione del fatto che i rapporti all’interno della società sono veramente molto stretti e improntati a un forte attaccamento, come in una famiglia, e quindi da parte della dirigenza si segue molto da vicino la crescita delle ragazze e il loro futuro, sia umano che pallavolistico.

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