Monteprandone- Due gli appuntamenti in programma al Centro GiovArti. Ospiti la giornalista Annarita Briganti (16 febbraio) e la direttrice artistica di “Popsophia” Lucrezia Ercoli (9 marzo)

Si chiama “Una stanza tutta per noi. Giovani, geniali e donne” il minifestival letterario incentrato sui temi della cultura di genere che propone al pubblico temi contemporanei di interesse culturale e sociale, attraverso incontri con autori, pensatori e figure di spicco del panorama contemporaneo.

La rassegna, pensata dall’Amministrazione comunale e realizzata in collaborazione con la Libreria “La Rinascita” di Ascoli Piceno, prevede due incontri che si terranno presso il Centro GiovArti in viale de Gasperi n. 235, a Centobuchi di Monteprandone.

Il primo appuntamento si terrà venerdì 16 febbraio, nella sala esposizioni del GiovArti e vedrà ospite Annarita Briganti. Giornalista culturale per “Repubblica” e “Donna Moderna”, scrittrice, traduttrice, la Briganti presenterà il volume “Maria Callas. La diva umana. Cantare per lei era vivere” (Cairo Editore, 2023).

A cento anni dalla nascita, Maria Callas viene profondamente e amorevolmente raccontata da Annarita Briganti che in questo libro ne ricostruisce la vera vita: cercava una famiglia, voleva essere moglie e madre. Nelle pagine ci sono i suoi amori, il suo desiderio di maternità, c’è la sua umanità che la rendeva grande come artista.

C’è Callas prima del successo, tra l’America e la Grecia, gli anni d’oro in Italia, a Milano e in giro per il mondo, gli anni difficili nelle prigioni dorate che si costruiva intorno e l’eredità artistica che ci ha lasciato. C’è Callas che sul palco non ha paura di niente e che non permette a nessuno di maltrattarla. E c’è Maria, sopravvissuta alla Seconda guerra mondiale, senza niente a parte il suo immenso talento, che sposa un uomo molto più grande di lei, Giovanni Battista Meneghini, e che più tardi ha un colpo di fulmine per Aristotele Onassis, ritrovandosi a lottare per il divorzio quando in Italia ancora non era permesso.

L’incontro sarà allietato da un omaggio musicale a cura della flautista Alessia De Angelis dell’Istituto Musicale “Gaspare Spontini” di Ascoli Piceno.

Il secondo appuntamento vedrà protagonista Lucrezia Ercoli, docente di “Storia dello spettacolo” all’Accademia di Belle Arti di Bologna, direttrice artistica dal 2011 di “Popsophia“, il festival internazionale di “pop filosofia” che si svolge nelle Marche e presenterà il suo libro “Yesterday. Filosofia della nostalgia” (edizioni Ponte delle Grazie, 2022). “Il sentimento nostalgico, di ieri e di oggi, è una trama sottile e complessa che intesse il piano psicologico nelle maglie di quello sociale, un intreccio inscindibile tra identificazione personale e memoria collettiva”, questa la riflessione della Ercoli ospite il 9 marzo sempre al Centro Giovarti.

Il minifestival è finanziato tramite il “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” per il quale il Comune ha ottenuto un contributo del Dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli incontri avranno inizio alle ore 18 e sono ad ingresso gratuito.

“Come Amministrazione comunale, negli anni abbiamo cercato di mettere in campo una serie di iniziative di informazione, educazione, sensibilizzazione e di offrire spazi reali, come lo sportello “Spazio Ascolto Donne” o virtuali, come linee telefoniche dedicate, di dialogo per far fronte alla problematica sociale che ruota intorno alla cultura di genere – spiegano il sindaco Sergio Loggi e l’assessore alle pari opportunità Roberta Iozzi – con questi progetti ed eventi abbiamo tentato di aprire la strada a quel lungo e faticoso lavoro che è la costruzione della cultura della non violenza, un impegno che ha alla base la ferma condanna contro la violenza in ogni sua forma. In primo luogo, abbiamo lavorato sulla prevenzione per educare, specialmente i giovani, al rispetto della persona fin dai primi anni di vita attraverso le letture condivise in famiglia per i più piccoli presso l’Asilo Nido Comunale. In secondo luogo abbiamo cercato di diffondere un messaggio molto importante: dire ‘violenza’ non significa tradurla necessariamente in un gesto fisico, come una percossa o un palpeggiamento, la stessa può intervenire attraverso le parole e le frasi e a livello psicologico. Con questo minifestival crediamo di proseguire su questa strada e di dare spunti di riflessione ai cittadini e alle cittadine di Monteprandone e Centobuchi”.

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