Generazione Erasmus : Respect change maker San Benedetto del Tronto

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Si è concluso il progetto europeo che ha portato in Riviera delle Palme 30 ragazzi provenienti da diverse parti d’Europa per confrontarsi sui temi della diversità.

comune sbtTra i wokshop svolti in lingua inglese hanno visto affrontare il tema della famiglia, fabbrica di speranza ed eredità per il futuro secondo papa Francesco, una alleanza dell’uomo e della donna.

Tra i giovani e le interviste svolte alla cittadinanza è uscito fuori che non si può fare confusione tra una famiglia costituita tra un uomo e una donna e ogni altro tipo di unione.

Umberto Eco, diceva che il ragazzo in Erasmus è come un bambino davanti ad un negozio di dolci senza genitori. Per la prima volta da solo può liberamente scegliere quali e quanti mangiare senza che nessuno possa vietarglielo e cosi il ragazzo si auto educa perché impara pian piano da se a gestirsi la vita proprio perché è libero.

La generazione Erasmus, secondo la pedagogista Dina Glorioso, entra in un contesto di forte crescita personale ma soprattutto impara a conoscere l’altro nel carattere ma ancor di più con il contatto fisico perché c’è una forte attività sessuale. E ogni storia nata in Erasmus è diversa da quella che può nascere nella “vita reale” perché succedono nei modi più strani e bizarri. Cosi con il contatto diretto con gli altri realizzi quanto la diversità sia una grande ricchezza. E’ paragonabile a un puzzle nel quale ogni pezzo serve all’altro per completarlo…ogni pezzo è diverso ma è necessario e non può essere tolto. Con la conoscenza dell’altro si impara ad accettare e poi ad apprezzare una cultura che non è quella di appartenenza sempre di più con la voglia di farlo e questo man mano riduce tutti i possibili pregiudizi che si hanno all’inizio proprio perché non si conosce e dunque dalla mente multiculturale che accetta e rispetta le altre culture (ma tuttavia non ci entra in contatto volutamente ) si passa ad una mente interculturale che oltre a rispettare le altre culture interagisce con le stesse abbattendo i muri e rendendo dunque i confini “permeabili” per uno scambio reciproco

L’Erasmus allarga gli orizzonti degli studenti e la loro rete di relazioni . “Abbiamo formato 40 ragazzi trai i 14 e 19 anni del territorio -dice Alceste Aubert, Project Manager Erasmus+ – in collaborazione con l’Accademia d’Arte e Cultura di San Benedetto del Tronto, facendo vivere una esperienza Erasmus in Europa e a San Benedetto del Tronto. Il nostro prossimo obiettivo è spostare la fascia di età tra i 20 e 35 anni per dare loro una nuova opportunità e arricchimento delle loro conoscenze linguistiche e curriculari spendibili per un prossimo lavoro.

Il progetto ha visto anche la promozione del territorio marchigiano e abruzzese passando dalle Grotte di Frasassi alla ceramica di Castelli in provincia di Teramo, per poi conoscere la città di San Benedetto del Tronto attraverso l’assaggio di sapori e prodotti tipici della nostra terra.

Si ringraziano: Comune di San Benedetto del Tronto ufficio cultura , Accademia d’ Arte e Cultura , chalet La conchiglia e la Bussola, Comitato Torrione Paese Alto, Istituto Maria Immacolata Suore Pie Operaie, Caritas di San Benedetto del Tronto, Gelateria Pucci

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