SPACCAture e frammenti di politica: Marche d’attori

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elezioni-MarcheElezioni tempo di bilanci, collusioni, inciuci e fallimenti. INgabbiaMO’ci o INgabbiaTEvi.

 

Cosa(non) è la destra, cosa (non) è la sinistra.

Scorrendo nomi ed analizzando dati riportati da radioserva ed altri quotidiani locali, ci si sente INDIGNATI: colpiti al cuore da comportamenti fuori di testa, privi di intelligenza. La partitica ha perso la ragion d’essere, la passione ideologica e una logica progettuale.

È imminente la prova d’esame ed il termometro d’una febbre di potere e poltrone.

Tutti contro tutti spaccati almeno in due: Pd, FI, UDC (almeno sulla carta).

L’ex governatore e candidato presidente Spacca, sicuramente valido politico, al suo 3° mandato dopo 10 anni di governo col centro sinistra e con la sinistra estrema, da lungimirante conquistatore ha inteso disorientare le consuete interpartitiche, creando un terremoto in un’area già sismica. L’imprevedibile gioco di squadra del governatore ha terrorizzato tutti, in special modo la famiglia d’origine. Cosa accadrà? Precisando la naturale vocazione dello stesso, la matrice forlaniana è riemersa e rappresenta non una zattera ma il transatlantico dell’Ulisse moderno della politica marchigiana.

Con la sua lista dal nome avvenieristico Marche 2020,forse vuole assicurare mercati europeistici, capaci di dare futuro ad una terra nazioanle così disastrata. Ne vorrà fare un’area vastissima?

Ha accalappiato soggetti liberi e sciolti, solitari, fuori dal gruppo, disorientando ulteriormente i fans club di Forza Italia. Ha spiazzato candidati già designati, favorendo una leaderschip variegata.

Per lui corrono, e questo è surreale, candidati “di razza” che da sempre hanno contestato duramente il suo operato. Gli oppositori oggi fanno squadra con lui. Un vero generale!?!…

Anche all’interno della lista moderata non mancano le sorprese.

È strabiliante questa gara che vede al nastro di partenza il cavalier Piero Celani disarcionato ad un mese dalle elezioni provinciali dall’ex onorevole e senatore Amedeo Ciccanti insieme a stalloni di razza della preziosa scuderia ciccantiana. Altra chicca d’autore lo “sfarfallamento” di Francesco Massi (tri-volo su tre partiti per approdare in casa Spacca, da povero emigrante).

Nel fermano altro teatro, altre sceneggiate. Certi attori hanno provato ad accasarsi nel PD dopo aver rappresentato Forza Italia, a causa di relazioni pericolose instaurate fuori dal sistema patrio.

Un Pd in crisi di identità, che adesso spara a zero su Spacca dopo averlo sostenuto in questi anni e avergli permesso tacitamente di utilizzare canali istituzionali per promuoversi.

Un Pd che ha anche l’incognita Marcolini trombato alle primarie ma comunque con un buon serbatoio di tessere. Farà votare Ceriscioli? Una parte del PD appoggerà Spacca?

La massima espressione di entropia regna nell’UDC (o meglio negli UDC caso unico nazionale) che esprime attualmente il 2% di preferenze.

Nelle Marche c’è infatti l’UDC di Ciccanti e l’UDC del segretario regionale Pettinari ( di solito chi ha la benedizione dall’alto esprime il partito e gli altri sono fuori).

Il primo appoggia Spacca, il secondo Ceriscioli. Un’operazione degna della politica casiniana, casinista di Pierferdinando Casini: “comunque vada usciremo vincitori…”

Nel caso che ci fossero rappresentanti in maggioranza ed opposizione che cosa succederebbe?

Un’ altra cosa davvero simpatica è che i due UDC hanno litigato per lo scudo crociato.

Un simbolo anacronistico nel 2015 ,che non ha più alcun senso perché svuotato di tutto e svenduto completamente un paio di anni fa insieme al ceto medio, da Cesa,Casini & C.,a Monti, alle banche ed alle lobby di potere.

Questo simbolo potrebbe addirittura risultare dannoso per chi ce l’ha, perché richiama alla memoria le Crociate.

Sono croci le guerre di casa nostra, croci create da armi di partiti che non rappresentano la fede, ma interessi privati che nuocciono a tutti, anche per l’avvenire.

E pensare che l’origine sacra di questo movimento politico/partitico ha significato… la bandiera, la riconciliazione di fratelli legati ad un segno (… “con questo segno vincerai”).

La passione che unisce scienza e fede e crea il viaggio umano della cristianità si lega alle creature, alla semplicità di un francescanesimo che rappresenta veramente la persona degna come Papa Francesco. Nonostante le delusioni oggi è riemersa la voglia di fare politica per un Cristo vicino, che ha bisogno di te: è il tuo prossimo da amare come te stesso, ma non in senso partitico.

Questo partito bifronte è davvero la prova di influssi negativi che non hanno a che vedere con la fede e con la cristianità e tantomeno con la vera Democrazia Cristiana, madre di una libertà di fede di cui siamo portatori al momento malati.

Quale denominatore comune hanno i partiti? Sembra che si rigeneri sempre in modo naturale una pianta destinata a sovrastare le altre per poi essere recisa, producendo tanti rami capaci di formare nuove reti e chiome contenendo sempre la falce, il martello, il fucile ed il balzello.

Questa strana politica, anzi partitica sa di alieno: ha un volto comune che si trasforma in mostro. Come faremo, cosa faremo?

Per qualcuno è una rivoluzione non certo pacifica. Non abbassiamo la guardia. Potremmo perdere la libertà.

Dalla riflessione si evince il caos per le lotte di potere, mentre i veri problemi lasciano le Marche col fiato sospeso: la salute è minacciata da ritardi ed inefficienze sanitarie.

L’azienda sanitaria centralizzata lascia punti di sospensione ed il vero problema è conoscere quando e di quale morte morire. La cura è lontana.

L’affido di ruoli di mediazione aziendali poi è offerta come poltrona politica che non risolve problematiche di sicurezza e presenta le spaccature di cui sopra. Ci sarebbe da scrivere per mesi di questa grave carenza sanitaria che esclude le periferie e ritarda il giusto servizio per tutti.

In apparenza è tutto perfetto, ma enormi sono gli sprechi di denaro pubblico, le clientele e notevoli sono i rischi di poveri malcapitati (povero chi c capita al pronto soccorso!)

Le nuove proposte non sono poi tanto nuove. Le finalità degli aspiranti governatori o consiglieri sono sempre le stesse: lavoro, sanità e welfare. Si succedono documenti, si ascoltano comizi, si leggono quotidiani cartacei ed online alla ricerca… di speranze.

Una volta eletti avranno l’accortezza e l’energia di tradurre i programmi, ma soprattutto riusciranno a sollevare dall’angoscia cittadini di base?

Hanno definito la sinistra masochista, anzi è stato Renzi ad accusare quelli non allineati, compresi i sindacati. E’ tutto un caos! Le fabbriche chiudono, la Vallata è una valle di lacrime ed i terremoti finanziari si succedono, mentre chiudono siti lavorativi, senza che nessuno si strappi i capelli.

Dicono che stiamo andando bene economicamente, almeno lo dice la tv per consolare gli elettori, al fine di convincerli a seguire certe indicazioni. Come ho detto prima, riportando opinioni e dati strane alleanze non danno speranze, perché certe reti sicuramente nascondono promesse, nel caso si vincesse. Il sistema non è sicuramente di buona politica, perché la democrazia oltre la legge e la costituzione, si regge su chi governa e visto il cambio di casacche la delusione è fortissima.

Molti si rifiuteranno di votare e questo è un grave errore perché la politica è partecipazione e tutela del bene comune.

I giovani sono disamorati, indifferenti e questa unione auspicata dalla legge Morassut-Ranucci disegna uno smembramento della regione italica, che tanto ha lottato nel Risorgimento per vederla unita. Scontri a tutti i livelli oggi; probabilmente domani tutti amici di merenda con poltrona assicurata o incarichi remunerati per aver galoppato e portato borse.

Questi sarebbero tutti gli eletti che senza cultura, istruzione e merito sono il motore della decrescita, non dello sviluppo.

Il progetto politico dovrebbe garantire con trasparenza, dignità a tutti non con redditi di cittadinanza o clientelari ma con investimenti adeguati alle emergenze ed alla sicurezza sociale.

Le promesse mare-monti passano per azioni demagogiche, grazie alle mani di chi non ha mai lavorato veramente.

Occorre mandare a casa e senza pensioni certi soggetti che non hanno nulla di politico, ma possiedono solo l’arte machiavellica di servirsi delle persone come mezzo per raggiungere l’unico fine: la tasca (e la poltrona)

Qualche bella persona, come un fiore (narciso non innamorato di sé stesso ma solidale e credente) c’è ancora e magari potrebbe farsi garante di una buona politica anche vicino casa.

Proprio nel vicino si può osservare il rispetto delle regole e la legalità.

La crisi della famiglia, il disagio giovanile, rappresentano in modo scandaloso il degrado della politica. Certe clientele negano opportunità a chi vorrebbe crearsi un futuro.

Nuove forme di sfruttamento evidenziano un razzismo contemporaneo ed una vera odissea non solo per gli emigranti ma per cittadini italiani.

E’ inaccettabile tutto questo e soprattutto è inconcepibile pensare alla difesa armata quando invece in tutto il mondo c’è una guerra di la-droni.

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