Sotto una buona stella, illuminiamo la Repubblica

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Meditate per il 2016

 

logo_repubblica_italianaL’emarginazione (non solo giovanile), fenomeni di esclusione e di ostracismo, oggi impongono ad eletti e delusi “trombati” di riconsiderare la politica, sulla base di chi ha terrore…di amministratori collusi che ancora abbondano.

È necessario fare esprimere come soggetto sociale chi ha lavorato, chi lavora e chi deve lavorare.

È essenziale riflettere sui parassiti sociali che in nome della formazione riescono a frustrare perchè frustrati gli onesti.

La crisi delle relazioni nasce dalla cecità sociale, che è incapacità di progettazione di senso della cultura.

Le possibilità individuali, sono mortificate da ignoranti offerte sociali, da elemosine che tolgono alla professionalità quell’espressione lavorativa che vive in un sindacalismo non in antitesi con lo sviluppo della cultura che serve per vivere, di soggetti e gruppi.

La cultura non si esprime con i numeri della partitica di spartizione, in patti scellerati, ma in luoghi, in spazi, in strutture di produzione di qualità della vita, della comunità democratica.

L’educazione e l’istruzione possono rifiorire se vigilate, conservando la memoria culturale dell’evoluzione umana, di quelle mani sapienti che orientano le azioni al benessere comune, in un progetto integrato e fondato sulle richieste sociali.

Il senso della storia nasce da belle persone che fanno uso di un sapere che ha valore formativo, che sanno interagire con l’ambiente e non dimenticano nessuno spazio, hanno strumenti di pensiero “cognitivo ed attivo” ed hanno la passione per la vita, non quella facilitata da scorciatoie o clientele.

Queste belle persone amano l’ambiente, con passione vivono la politica e soffrono per quell’ignoranza totale che vede solo le poltrone, a causa di una barbarie fatta di saccenza e di presunzione.

L’eccessiva presunzione, è “onnipotenza delirante, destinata a cadere come l’impero.

La provvidenza fa in modo che, in modo misterioso, nonostante le degenerazioni umane liberi da catene il popolo schiavo, favorendo una società sapiente, giusta e libera.

Noi possiamo creare la nostra storia, abbattendo barbarie e schiavismo, senza temere ricatti e clientele, abbiamo la possibilità di partecipare ancora.

A questo proposito prendiamo in prestito un pensiero di Roberto Saviano: “Tutto quello che vivi, lo vivi perchè pensi che possa un giorno arrivare il tempo per raccontarlo”.

Aggiungiamo che oltre ciò che studiamo, vivendo con passione ed attuando un progetto politico sociale non solo assistenziale, possiamo dar vita alla storia.

Con le mani sapienti, siamo creatori di storia, oltre i libri e la teoria e la memoria culturale va conservata come fonte “pulita”per l’avvenire. I nostri comportamenti sono determinanti nel presente: ciascuno è genitore sociale, perchè educa al rispetto della natura-Terra Madre.

La famiglia umana merita attenzione ai ruoli svolti in qualsiasi contesto ambientale.

L’esempio…passa ai figli e crea uno stile di vita che vale…

Oltre il parto, il figlio appartiene alla famiglia umana ed a una politica che deve riscoprire il diritto naturale di tutti.

La dignità è nella nostra bella stella della repubblica che va ancora difesa e resa libera dalle catene di un sistema colluso.

Meditate gente, meditate.

Buona Repubblica (non solo italiana)

CAMALEO- Paride Travaglini

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