Progettare il futuro…

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sospeso-ad-un-filo1……Tra color che son sospesi ….,caro Paride, possiamo riflettere insieme sulla storia contemporanea ed utilizzare parole ed immagini, per confrontare punti di vista e scambi intregenerazionali via blog.

Io, Camaleo, la Simonelli del 48, di terza gioventu’ e tu biologo, tecnologo, ricercatore , sportivo ed
altro.
Tentiamo di fare un lavoro d’ interpretazione politica degli eventi di questa storia contemporanea…..
La diversità in senso biologico influenza stili di vita e comportamenti e si lega agli ambienti di vita
determinando forme di adattamento…
Certi eventi di cui oggi si parla a ragione richiamano nuove strategie in questo universo disorientato.
Tra culture diverse siamo sospesi e tentiamo di fare una sintesi dell’identità di popoli e gruppi con
differenze etnico culturali.
La sfida dell’ integrazione forse non è stata attuata o certi errori politici di supremazia hanno sottovalutato
rischi ed errori.
La cultura d’ origine trasportata in valigia o in zattera , sonnecchiante , ha fatto esplodere odio e
rifiuto di progettualità verso il futuro per mancanza di famiglia, di casa , di identità…
E certe fragili generazioni sono diventate prede di dittature e sopraffazioni.
Vogliamo cercare di capire?
E’ un vicolo cieco qualsiasi spazio sconvolto dalla guerra ed occorre un approccio ampio
alla interpretazione della Storia che ripropone atti barbarici ed intrecci distruttivi di imperialisti
tra jiad e crociate mediorientali.
Il bacino del Mediterraneo traghetta civiltà da sempre e da secoli e non si puo’ interpretare
la storia contemporanea senza criticità.
Non siamo inviati di parte, ma persone che cercano di interpretare l’ oggi rifutando vendette
e guerre intelligenti.
Certe potenze armate devono ragionare sulla forza delle armi e sulle fabbriche di armi,
oltre a chiarirsi sul valore della persona e sui diritti umani.
LA METAMORFOSI DELLA GUERRA SPAVENTA LA QUOTIDIANITA’ , PROPRIO PER
LA NUOVA FORMA DI MUTANTE…….
A colpi di penna o di parole non si risolve …niente, occorre ripensare alla pace come
strategia e come pratica di ciascuno come persona e come Stato.

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