Paolo Crepet appassiona il pubblico di Monteprandone

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Monteprandone- Oltre 800 i presenti alla 1° serata

Lunedì 1Luglio ,in piazza dell’Aquila di Monteprandone, si è svolta la prima delle sei serate del festival letterario“Piceno D’autore”.

L’edizione 2019 è caratterizzata da un format rinnovato; durante l’attesa inoltre è possibile gustare un aperitivo a base di prodotti tipici ed eccellenze enogastronomiche del territorio , nella suggestiva cornice del centro storico .

Ad aprire la manifestazione uno straordinario e brillante Paolo Crepet,psichiatra, sociologo,educatore e scrittore che in quarant’anni di carriera ha pubblicato in Italia e all’estero articoli tecnici, saggi e romanzi .

Tra le sue opere ricordiamo : “Non siamo capaci di ascoltarli (2001), “ I figli non crescono più”(2005), “ Sull’amore” (2006-2010), “Impara ad essere Felice “(2013), “Il caso della donna che smise di mangiare”(2015), “Baciami senza rete”(2016), “Il coraggio (2017) e “Passione edito nel 2018 da Mondadori.

Quest’ultimo libro accompagna il lettore in un crescendo di esperienze , vengono raccontati tanti frammenti di vita arrivando ad analizzare il ruolo delle tecnologie digitali che a suo parere rallentano soprattutto nei più giovani il sentire e l’apprendere e che all’apparenza rendono tutto raggiungibile senza sforzo portando alla scomparsa della passione.

“La tecnologia è un insulto alla nostra intelligenza, se non pensiamo, non leggiamo muore la curiosità di sapere , di porci domande, non siamo più abituati a pensare e così ci facciamo manovrare più facilmente” -afferma Crepet.

L’intelligenza nasce dal dubbio , oggi la società ci vuole non pensanti perché la cultura è un danno.

Si cerca di ribaltare la visione di passione in contrasto con la ragione e con il sistema che vorrebbe rilegarla come sbagliata.

Bisogna sostenere i giovani, alimentare le loro gioie, coltivare i loro entusiasmi e non anestetizzarli o assopirli.

In conclusione è intervenuto il sindaco Sergio Loggi che ha ribadito l’importanza di saper educare in maniera giusta perché l’educazione parte dalla famiglia e gli insegnanti non possono svolgere il ruolo genitoriale .

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