MARCO PARRELLO di CALABRIA e… il campo sportivo.

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Dalla Costa Viola di Palmi (RC) REPORT SPORTIVO DI CAMALEO -Arianna al Direttore di Graffitinews Paride Travaglini : grafie picene tra memoria ed avvenire.

Prima di pubblicare l’intervista ed il saggio sul personaggio è utile un flash che illumini certe grafie e spieghi la motivazione di un servizio che apre un nuovo corso di storia SPORTIVA.

Non è un riconoscimento ,nè una celebrazione propagandistica finalizzata al marketing

di risorse umano- sportive.

E’ una riflessione senza troppe filosofie nè teorie megagalattiche sul valore dello sport.

Quando si è sportivi veri ( e non mercenari o atleti a metà) in qualsiasi tempo della vita si è forti, giovani dentro, allenati allo sforzo CAPACI  ( non di stragi) ,irruenti come tutti persone speciali……..

La zionna (Arianna, Camaleo alias CAROLINA) TRA PRE-GIUDIZI SUI CALABRESI( ha sposato un bronzo di Surace) e viaggi di vita tra Piemonte e Marche ha voluto onorare il nipote Marco, assistendo ad un incontro internazionale di Rugby a 13 il 26 maggio 2013. E’ stato possibile riconoscere l’atleta  in altro tipo di competizione  sportiva.

Marco Parrelllo a 14 ANNI tesserato alla grande asd ASA , fucina sportiva di atleti olimpionici e di maestri sul campo di generazioni di sportivi …….studente allora all’IPSIA   era con  gli zii Carmelo e Carolina in Campo Parignano ad Ascoli Piceno. Allora correva  il piè veloce di Calabria , ora  è nel rugby …con onore. Prima da atleta  nelle fiamme oro di Roma, ora tra famiglia e lavoro a Reggio Emilia promuove  il rugby a scuola e ricerca il consolidamento di una tipicità rugbystica a 13. Questa particolarità s’ha da fare alla grande   nello stivale e……nell’Area Picena che MARCO CONOSCE ED AMA.

Dell’evento  parleremo in seguito,  ora vale la pena  soffermarsi su ” questa macchina sportiva”  in situazione  diversa. In squadra  ho  osservato ogni elemento  capace  di armonizzarsi al gruppo, nonostante la mischia  si è colto il rispetto di certe regole sportive.

La forza- controllata  non ha lasciato nessuna vittima sul campo . Niente violenza nelle 13 macchine  tra coach e passione di gioco. La logica naturale dei fatti  conferma il valore dello strumento sport ; l’evoluzione  dell’atleta , a parte il “corredo genetico” , la biochimica e la fisiologia  è possibile  se c’è dentro la persona la passione, vero coach di sport e di vita. Un plauso va al grande Marco Parrello  ed alla sua squadra ITALIA RUGBY A 13. NELLA PARTITA di Rughy football league ci siamo emozionati: come spettatori  ci siamo sentiti inclusi e…….tutti in meta …..Bravi ai 13 nostri ed alla squadra degli stranieri  compagni di gioco.

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