La qualità del centro. Quale centro

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Come da previsoni, Angela Merkel ha vinto per la 3° volta  le elezioni federali in Germania, riconfermandosi alla guida del PaeseUn trionfo per il politico considerato dopo Obama il più influente al mondo, la donna più potente al mondo, alla guida del CDU e  capace di intercettare i voti delle classi meno abbienti.

Il ritorno del partito del Popolo con oltre il 41% dei voti, risultato che mancava da 20 anni.

Il “centro” tedesco ha fatto centro proprio dove il “centro” italiano ha fallito: arrivare al cuore dell’elettore.

Il centro italiano così com’è concepito è incapace di dare risposte concrete. Personalismi che non appartengono solamente a Berlusconi o a esponenti di spicco della sinistra hanno decretato il fallimento di un centro sempre più spostato a destra o a sinistra.

La politica intrapresa da certi “ borghesotti”ha evidenziato come il popolo italiano sia stanco di un certo modo di amministrare la “res publica” secondo il modello del manuale Cancelli, che ha causato e continua a causare danni.

Il sistema elettorale  tedesco è diverso da quello italiano ma è anche vero il Porcellum conviene a tutti “centristi” compresi che in questo modo possono inserire in liste bloccate amici, parenti e conoscenti. Quello che è successo nella passata tornata elettorale che ha generato un governo “anomalo” portando in Parlamento dinosauri e cadaveri e lasciando a casa persone politicamente capaci espressioni del territorio.

La territorialità: un tema caro ad Angela Merkel per la quale si batte in Europa non svendendo come l’Italia la propria identità culturale.

La Merkel non ha parlato delle vicende del suo avversario ma ha presentato un programma che ha convinto l’elettore: famiglia, euro, economia, tutela delle fasce più deboli  cose che il centro Italiano ha delegato ad altri alleandosi con tutti e con nessuno fino ad identificarsi con la politica bancaria e scelte conseguenti di un banchiere e dei suoi “soci” che vivono anni luce lontano dalla realtà, che non sanno cosa vuol dire vivere con 500 euro al mese, e fare i conti della serva per far quadrare il bilancio.

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