Il codice etico, deontologico di….

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Accolgo con piacere (e sofferenza) il tuo editoriale e tanti pensieri che denotano una consapevolezza che tutti “i consumatori” dovrebbero avere.

codice eticoL’istruzione sicuramente ha un ruolo, ma la sensibilità non è un obiettivo possibile per nessun corso di formazione di imprese collegate ad istituzioni e scuola.

La teoria, chiaramente, fonda ogni progetto, ma occorrono risorse umane di un certo tipo e di un certo orientamento.

È il Far West in cui si evidenziano consumi di beni offerti senza controllo di chi di dovere, sperimentato sulla pelle di persone perbene.

Poi tanti azzeccagarbugli impegnati a tutelare consumatori derubati di salute pur in grado di interpretare etichette e scegliere la sicurezza sociale.

Quando c’è di mezzo la salute o il benessere tutti si spacciano per nutrizionisti, tecnici del benessere e della bellezza senza la chiarezza, né la cultura della salute, della persona e di “quel prodotto” nato chi sa dove, trattato altrove e contrabbandato qui.

Il diritto primario alla salute impone purtroppo in prima persona di guardarsi intorno dove già si riscontra l’abuso, la disinformazione e la protezione chissà chi.

Il concetto di qualità etica ognuno deve averlo nella propria coscienza e qui meriteresti caro CAMALEO un approfondimento.

Forse è il caso di comunicarlo in modo diretto, perché anche se dici la erità c’è il rischio di essere denunciato. La verità fa male ed essere vedente in una valle di ciechi di giustizia si passa per non normali.

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