Guardia costiera, la parola chiave per il neo comandante Morelli è sicurezza

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San Benedetto- Il neo comandante guarda già alla prossima stagione balneare, fa il bilancio di questi 4 mesi dal suo insediamento e parla della nuova figura del Rescue Swimmer 

Ha le idee chiare il neo comandante della Guardia Costiera di San Benedetto del T., C.F. Alessio Morelli, insediatosi nella città rivierasca il 1 settembre 2017, che guarda già alla prossima stagione balneare. Il comandante fa un bilancio della sua attività nei primi 4 mesi e non ha dubbi sulle priorità. La parola d’ordine è sicurezza e non poteva essere altrimenti considerato che arriva dal comando di Lampedusa e quindi ha toccato con mano e gestito dinamiche di scottante attualità.

Comandante, un bilancio della sua attività in questi primi 4 mesi dal suo insediamento.

“L’attività di Capitaneria, è molto varia. Si va dall’attività di verifica in ambito portuale alla gestione della sicurezza sul demanio marittimo. San Benedetto ha della caratteristiche particolari anche a livello portuale per cui quella che è la vera e propria sicurezza della navigazione qui ha un peso minore perchè non abbiamo un traffico mercantile vero e proprio, però è importante la sicurezza sui pescherecci considerato che la Città è uno dei porti più importanti.

Sin da subito, appena mi sono insediato è stata fatta una riunione con il ceto pescherevccio perchè si è notato un incremento degli infortuni a bordo. Sono stati chiamati i vari armatori per fare una campagna di sensibilizzazione sull’importanza ad esempio di avere dei documenti di valutazione del rischio aggiornati e gestire attivitò di pesca che ha carattersitico di rischio maggiori, perchè chi svolge attività ordinaria spesso non si accorge del rischio.

Non ho vissuto la stagione balneare. Nell’arco dei primi 20 gg di settembre ci sono stati un paio di decessi in spiaggia probabilmente dovuti all’età ed altri fattori che rappresentano però un campanello d’allarme.

Rispetto al 2016 il 2017, ha registrato un incremento dei decessi nella stagione estiva.

Nel compartimento Marittimo di San Benedetto che va da qui fino a porto S.Elpidio ci sono stati 8 decessi, tutti concentrati però nella zona sud in particolare San Benedetto, Grottammare, Cupra.

Un aspetto importante che dovrà essere valutatato per il 2018, anche se non è semplice conciliare due aspetti in conflittotra loro.

Da un lato c’è l’autorità marittima che cerca di incrementare quella che è la richiesta di sicurezza, dall’altra, ci sono le esigenze di non incidere in maniera esagerata sui costi degli imprenditori.

Ad esempio un assistente bagnanti per ogni concessione, vorrebbe dire un aumento di costi altissimo.

Con l’ultima ordinanza è stato previsto un assistente bagnante ogni 140 m ed uno itinerante. Ciò, sarà oggetto di discussione a breve, insieme a tutte le parti in causa ( comune, capitaneria, imprenditori…)

C’è poi la sicurezza portuale vera e popria e su questo per il 2018 ci sono, si spera, ottime prospetive.

Da un lato vorremmo chiudere il Molo Nord e la Banchina Malfizia che sono le due aree operative dei pescherecci per evitare ad esempio che si verifichino casi di suicidio come quello del febbraio 2017, ed altre situazioni di criticità che siamo riusciti fortunatamente a tamponare, dall’altra è in programma l’installazione di un sistema di videosorveglianza. 

San Benedetto è uno dei pochi porti in cui non esiste un impianto di controllo e questo è dovuto anche al fatto che il traffico mercatile è limitato e non c’è una vera e propria zona di security.

Eventi che ho avuto modo di verificare in questi primi 4 mesi sono stati tali da farmi fare una richiesta specifica all’autorità portuale e consentito di richiedere di installare le telecamere.

Serve avere un occhio sempre vigile e non è possibile mantenere qualcuno che giri 24 ore su 24 per verificare eventuali problematiche. Con vigilanza da remoto tutto diventà più agevole”.

É di questi giorni la.notizia di interventi mirati contro i cosiddetti “vu pescá”…

“Si tratta di un fenomeno abbastanza noto, ma circoscritto ad un numero limitato di soggetti soprattutto di origine magrebina domiciliati a San Benedetto del T. Prendono alcune cassette e le rivendono in alcune zone specifiche della città. Recentemente, si è agiti in sinergia con la Polizia Municipale ed è sato individuato un soggetto che vendeva cassette di merluzzi e gamberi rosa senza autorizzazione al commercio ambulante eprive di tracciabilità. La merce è stata sequestrata ed il soggetto multato.

Senza sottvalutare il fenomeno, mi preoccupa di più però, ad esempio un sequestro di 500 kg presso un grossista che non aveva alcun documento perchè si tratta di un professionista del settore…”

Cosa rischia chi compra.pesce sottobanco?

“Dipende. Per quanto riguarda il prodotto ittico, ci sono disposizoni molto rigorose.

Ad esempio se si compra pesce sotto misura (è vietata anche solo la detenzione di tale prodotto), si è sanzionabile quanto un profesionista”..

Quali consigli per la sicurezza del consumatore?

“Il consiglio è quello di rivolgersi a professionisti qualificati , pescherie, mercati ittici, che hanno innanzitutto delle pratiche di autocontrollo interno, e c’è una normativa rigorosa della tracciabilità del prodotto ttico. Come capitaneria, facciamo numerosi controlli e chi si rivolge a queste persone, qualificate ha la garanzia che il prodotto sia stato trattato e conservato secondo le disposizoni e che provenga da una pesca sostenibile e legale”.

Dalla Sicurezza alimentare, alla sicurezza in mare.
Sui social si discute della nuova figura di soccorritore navale? Di cosa si tratta
?

“Come guardia costera abbiamo 3 figure specialitiche che si occupano in maniera spinta di interventi in prima persona.

C’è il nucleo operatori subacqeui, che abbiamo anche qui a San benedetto del Tronto Sono un po’ il jolly, perchè altamente specializzati ed affrontano un corso molto impegnativo presso la Scuola Incursori di COMSUBIN che dura un anno. Vengono abilitati a svolgere in maniera professionale quelle che sono le attività proprie del nucleo suommozzatori: dall’attività di soccorso vero e propro a quelle di attività di polizia giudiziari ma anche manutenzione in ambito portuale.

C’è poi l’areosoccorritore navale che svolge attivtà di formazione a Sarzana che può intervenirte partendo da un mzzo ad ala rotante.

Recentemente, ad agosto 2017, è stata istituita recente con decreto minisrteriale la figura di Soccorritore navale o Rescue Swimmer.

Anche per loro attivà è prevista una formazione specifica, per testare le capacità ed il centro di addestramento si trova a Messina.

Sono specializzati ad esempio nel recupero naufraghi nelle condizioni più critiche”.

Come e quando si svolgeranno i corsi? A chi sono rivolti? A chi è stato demandato il compito di formare questa figura altamente professionale, e di aiuto alla salvaguardia della vita umana?

“Per quanto riguarda il Rescue Swimmwer, il corso si è appena concluso. Sono state brevettate 4 persone su 20 iniziali che dimostra quanto tale corso sia selettivo. Esso è durato 2 mesi, dal 20 ottobre al 24 dicembre e tra l’altro uno degli istruttori era proprio un sotttoufficiale del nucleo operatori subqcaquei di San Benedetto del T., che è stato inviato in Sicilia con questa qualifica: il Maresciallo Raffaele Perrotta”.

Come per le altre figure anche questa del soccorritore navale, è una specializzazione all’interno della Guardia Costiera”.

Cosa pensa della mancata entrata in vigore del Decrteto “Del Rio” che riguarda in particolare la formazione dell’assistente bagnanti?

“ Il decreto c’è, e l’entrata in vigore è prevista per ottobre 2018. Questo slittamento potrebbe essere dovuto a problematiche per lo più di carattere organizzativo. Fare esami in regioni come Piemonte e Lombardia significherebbe avere un ufficiale dedicato solo a questo.

A parte ciò quello che è importante è il principio che sta alla base. Ci deve necessariamente essere un’identità di caratteristiche. Non è corretto che ci siano differenze fra le varie federazioni abilitate al rilascio di brevetti per quanto riguarda gli standard formativi perchè parliamo di un’attività importante come è la sicurezza.

Fino a quando non entrerà in vigore, si confida molto sulla professionalità delle stesse. E’ importante che le Federazioni tendano sempre ad aumentare quello che è lo standard di preparazione e conoscenza. Qui, in estate, la stagione è impegnativa. . Senza conoscenza approfondita del mare, aumentano i rischi e chi è preposto a garantire in prima persona la vita degli altri, deve avere livelli preparazione alti”.

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