Elezioni Regionali in Abruzzo: il vincitore potrebbe essere l’astensionismo

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Val Vibrata- La causa: la politica dello specchio…

Quasi certa la data delle votazioni per eleggere il nuovo presidente e consiglio regionale dopo le dimissioni di D’Alfonso approdato a Roma, ricomincia il tam tam dei candidati.

Ecco che si rivedono persone date per disperse in questi anni, pronte a rimettersi in gioco per il “bene della propria Regione”.

I soliti giochi messi in campo dai partiti che sfruttano la disperazione, i drammi di chi non ha un lavoro, una casa, di chi vive alla giornata, di chi spera che qualcosa possa cambiare.

Giochi che nell’era del web 3.0 potrebbero non fare più presa.

Il vincitore delle consultazioni 2019, potrebbe essere infatti l’astensionismo.

Tante le persone, e soprattutto tanti i giovani delusi dalla politica (partitica), delusi da un certo modo di amministrare la “Res-publica”, la cosa pubblica, di un sistema clientelare che nega le pari opportunità.

La Val Vibrata si sente colpita al cuore. Tante le situazioni da sanare, tra strade impercorribili e pericolose e ricostruzione post-terremoto. E poi la mancanza di certezze, di lavoro, ditte che giornalmente chiudono i battenti.

La delusione emerge dalle parole di diversi santegidiesi che riporto: 

“ Cosa è stato fatto in questi cinque anni per la comunità. Si è assistito al solito teatrino squallido della politica, con un governatore che ha svenduto la sua Regione e la Val Vibrata in particolare, per la propria carriera e nostri rappresentanti  a cui avevamo dato fiducia che in molte occasioni hanno preferito rimanere in un assordante silenzio, mettendo in campo poi la teoria degli alibi ( la colpa è sempre degli altri), per giustificare la mancanza di onestà intellettuale.

Alcuni paesi come S.Egidio, Corropoli….  sono stati completamente dimenticati dalla Regione.

Forse perché erano di un altro colore politico? Il bene comune non ha e non dovrebbe avere appartenenze, non dovrebbe essere barattato per una manciata di voti.

Difficilmente andremo a votare, perché siamo disgustati, delusi e rassegnati.

Il nuovo? Non esiste perché il sistema ormai è questo: promesse e buoni propositi pre-elettorali, che vengono disattesi una volta raggiunto lo scopo. L’importante è preservare sé stessi, il potere non sociale  e la propria poltrona.

Non so con quale faccia verranno a chiederci i voti, ma una cosa è certa: siamo stanchi di essere presi in giro”. 

Dovrebbe essere un ruolo privilegiato rappresentare la volontà democratica ma chi amministra dimentica dopo le votazioni ruolo e responsabilità legale. Chi amministra non dovrebbe dimenticare bisogni espressi ed inespressi in una democrazia che ancora ha come libro sacro la Costituzione.

Troppe parole, poca coerenza, ma forse poca istruzione e consapevolezza dei diritti civili, sociali, personali in una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

È come colpire alla nuca, uccidendola la speranza…

Questa psudo gestione partitica da carrieristi ( e questa è la risurrezione della speranza) è la tragica fine della caduta in una pozzanghera, come Narciso innamorato di sé ed incapace di guardare gli altri…

Buon Natale e felice anno nuovo…

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