Cronaca tragicomica di un pomeriggio (ed un passaggio a livello) di ordinaria follia.

Print pagePDF page

Se capita che hai fretta e devi andare a Martinsicuro assicurati di non incappare nel passaggio a livello di via Pasubio a Porto d’Ascoli, perché potresti avere delle brutte sorprese.Prega inoltre di non dover ricorrere a cure mediche nelle ore che è chiuso il passaggio a livello  perché se un’ambulanza malauguratamente da Martinsicuro  dovesse rientrare all’ospedale di San Benedetto farebbe prima a tornare a Centobuchi o a raggiungere l’ospedale regionale di Torrette.

Quando hai necessità di dover attraversare il passaggio a livello,in questione, come Fantozzi,calcoli tutto nei minimi dettagli. Ma si sa che la  nuvoletta incombe sopra di te.

Una macchina ,un semaforo e ti presenti sotto le sbarre alle 14:12 proprio quando sono in procinto di abbassarsi.

Ti metti il cuore in pace e dici “vabbè ritarderò di 10 minuti”. Magari ! Ieri pomeriggio si è battuto ogni record!

Un grazie di cuore ed un buon Natale a Trenitalia e agli amministratori che promettono da anni un sottopasso!

Ore 14:20, il tuo cuore si riempie di gioia. Vedi all’orizzonte la littorina che procede in direzione San Benedetto. Si avvicina; è ormai scarica .Tre quattro persone al massimo. Va piano; piano. Non ha fretta.Si sa che chi va piano va piano e va lontano…

Aspetti un minuto ,due tre,quattro le sbarre non si alzano.

Ecco sopraggiungerne un’altra dalla direzione opposta .E’ decisamente più veloce della prima. Due tre persone al suo interno. Ha fretta. Anche io ed i tanti automobilisti incolonnati su due file opposte che aumentano di minuto in minuto fino ad arrivare al semaforo una e nei pressi dell’Hotel Quadrifoglio l’altra.

Pensi: “ecco è passato anche il 2° treno e finalmente le sbarre si rialzeranno”. Illuso!

Aspetti  5-6-10 minuti ed ancora niente. Esci allora dall’auto dopo averla spenta. Vedi altri sfigati come te, incappati nel diabolico passaggio a livello. Molti automobilisti rinunciano, fanno manovra: macchine, camion preferiscono prendere altre strade.

I più temerari si radunano sotto le sbarre. Pedoni, ciclisti, scuteristi..

Tutti a chiedersi cosa sia successo, chi può essere l’artefice di questa follia degna di un paese civile. E gli auguri le migliori cose.,,

Tra una chiacchiera ed un’altra, la rabbia cede il posto alla rassegnazione. Vedi ancora tante auto con i motori accesi. Il pensiero allora va ai poveri cittadini sambenedettesi possessori dei camini che devono rispettare l’ordinanza comunale che ne vieta l’accensione.

San Benedetto,  ricade nella zona A, la zona rossa, quella cioè a maggior rischio di sforamento dei limiti delle polveri sottili.

Ci si chiede quante polveri sottili siano state immesse nell’atmosfera in 40 minuti e quante ne vengono immesse ogni volta che chiude questo anacronistico passaggio che non perde un’occasione per far parlare di sé.

Nel frattempo sono passati altri 10 minuti. A questo punto si pensa al peggio. Qualcuno si sarà gettato sotto le rotaie? Qualcuno sarà morto…

 Si: il buon senso, il rispetto e la vergogna.

Alle 14.55, le sbarre si rialzano. Siamo liberi di ripartire con la speranza che un tale increscioso fatto non si ripeta.

Tante volte, è stato detto… ma la speranza sappiamo è l’ultima a morire…

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento