Cara dottoressa, fare il medico è una vocazione…

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L’altra faccia della sanità marchigiana tanto decantata come modello di efficienza, umanità e professionalità

pronto_soccorso-rete-ospedalieraSuccede che un novantenne si rivolga ad un pronto soccorso  della Regione Marche ( ometto di riportare il nome della città per tutela del paziente ricoverato poi) per dolori lancinanti ed i medici l’ avrebbero voluto rimandare a casa.

Succede che i medici non facciano una diagnosi approfondita ed una dottoressa del pronto soccorso si rivolga ai familiari dicendo… “ha 90 anni”

Ed allora, non è un essere umano? , Non ha una dignità? Non ha il diritto ricevere le cure adeguate?

Succede che mentre i familiari minaccino di chiamare i carabinieri il novantenne si senta male e si scopra che presenta una perforazione allo stomaco.

Eppure non aveva nulla…

Cara dottoressa, quella persona poteva essere suo padre.  Fare il medico è prima di tutto una missione. Fare il medico è avere a cuore la vita delle persone siano che queste abbiano pochi mesi di vita, che molti anni.

Se lei non ha chiaro questo concetto, meglio che faccia un vero mestiere. Provi eventualmente a diventare dirigente (non medico). 

Non si è medici solo perchè si vince un concorso ( tante volte in maniera dubbia), ma si è medici sempre e per vocazione

Nei concorsi per ricoprire pubblici impieghi nella sanità, e non solo lì, oltre ai test di cultura (o coltura), sarebbe il caso di pensare a test psicologici e psichiatrici. Eviterebbero di fare parecchi danni…

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